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Open Source al Fab lab

Hai pensato di sviluppare un progetto personale e di renderlo accessibile ad altri?
Sei un professionista o un’azienda interessata ad usare una strategia di distribuzione e sviluppo agile e innovativa?
Hai scelto l’open source per il tuo progetto e ti serve una mano per capire come affrontare la scelta delle licenze e la gestione della documentazione?

Presso il nostro fab lab trovi le competenze giuste ed un’esperienza pluriennale nello sviluppo prodotto.
Ma non solo, possiamo assisterti gratis se rientri nelle casistiche che spieghiamo qui sotto.

 

Cosa significa Open Source

 

L’hardware open source è un hardware il cui progetto (design) è reso pubblico in modo che chiunque possa studiare, modificare, distribuire, fare e vendere il design o l’hardware basato su quel design.

 

I fab lab sono storicamente grandi sostenitori di questo approccio ed è quello che preferiamo quando si tratta di gestione della proprietà intellettuale o come scelta per le licenze dei progetti che sviluppiamo nei nostri laboratori, ma non è sempre la strada migliore e non è detto che faccia al caso tuo. Cerchiamo di capirlo insieme a chi ci chiede cos’è e se può usarlo per il proprio progetto/prodotto/prototipo.

Innanzi tutto open source non è uguale a “free”. Con un progetto di un prodotto o a partire da un contenuto rilasciato con licenza open source posso produrre e rivendere liberamente gli oggetti derivati e guadagnarci di conseguenza. Ciò che deve essere liberamente e gratuitamente accessibile in ogni momento e senza filtro alcuno è il “sorgente” (nel caso del software il codice, nel caso di un prodotto i disegni dei componenti ed i file necessari alla riproduzione fisica).

Il vincolo per chiunque utilizzi, riproduca e poi venda un prodotto distribuito con licenza open source è il mantenimento della stessa licenza ad eventuali progetti derivati, comportando che ogni eventuale modifica debba essere ri-condivisa pubblicamente in modo che tutti ne possano fruire liberamente. Questa idea nasce dalla cultura del software libero e ha come scopo il libero accesso alla conoscenza, la circolazione delle idee ed anche il consentire alle persone ed alle comunità di proteggere invenzioni e contenuti da chi potrebbe appropriarsene e sfruttarli senza dare niente in cambio (vedi le multinazionali che cercano di brevettare anche le piante della tradizione medica popolare).

L’aspetto contro-intuitivo che molti non colgono quando si parla di open source è che a fronte della totale e libera accessibilità dei materiali di progetto da parte di chiunque, anche altri soggetti commerciali, nessuno può più appropriarsene e la proprietà intellettuale rimane nelle mani del creatore (proprietà intellettuale che è cosa diversa dai diritti di sfruttamento).

Questo significa che le licenze open source, soprattutto in casi in cui non si disponga di grandi somme o di un ufficio legale che lavora per noi, possono funzionare meglio di un brevetto se si parla di rischi e costi legati alla “chiusura” dei diritti di sfruttamento. La cosa è particolarmente valida se vogliamo agevolare la collaborazioni di molti contributori ad un progetto e se il modello di business non si basa sulla difesa di una particolare innovazione, ma all’opposto, sulla sua adozione in larga scala.

A volte l’open source è usato dai giganti come Tesla Motors per servire una strategia di competizione molto sofisticata, oppure all’opposto, da chi desidera impattare positivamente sulla società. Tuttavia il motivo per cui spesso i materiali di progetto vengono pubblicati online con licenze open-source è legato alla praticità: rendere facilmente condivisibile il materiale ed al contempo attribuirmene la paternalità modo chiaro e sicuro.

Anche i grandi enti della ricerca internazionale si muovono con l’open source; ad esempio dal 2011, il CERN definisce il suo modello di licenza Open Hardware License (OHL) come “un quadro giuridico che consentirà il riconoscimento e l’approvazione formale dell’hardware open source, proteggendo al contempo la proprietà intellettuale”. Ha poi creato l’Open Hardware Repository con l’obiettivo di fornire a ingegneri, progettisti e sviluppatori una rete di collaborazione e condivisione che aderisce al modello CERN OHL.

 


Noi ci crediamo davvero: supporto gratuito ai progetti open source

 

In tabella sono spiegati i requisiti e le modalità per ricevere supporto gratuito o per avere il rimborso (sotto forma di crediti, per i costi di utilizzo delle attrezzature del fab lab) a seguito del rilascio del progetto con licenze open source.

Come funziona:

  • sottoponi allo staff la tua idea o il tuo progetto, ne valuteremo l’impatto
  • se crediamo il tuo progetto possa essere utile alla comunità (non solo a te), lo supportiamo gratuitamente per quanto concerne la consulenza relativa alla scelta della licenza, la piattaforma di pubblicazione, le caratteristiche della documentazione, formati e versioning dei file, fino a controvalore di 1000€ di ore macchina (restituiti sotto forma di crediti o altra consulenza sullo sviluppo prodotto).

 

 

Contattaci o passaci a trovare per parlarci del tuo progetto (in casi particolarmente sensibili lo staff del fab lab può sottoscrivere accordi di non divulgazione) .

PARLIAMONE

 

 

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