Che cos’è il fab lab?

In breve

I fab lab sono una tipologia di spazio dedicato alla fabbricazione digitale, all’incontro tra bit e atomi, dove informazione e materia si incontrano per generare prodotti fisici intelligenti (quindi, non solo prototipi o parti di prodotto).

Sono i nodi di una rete globale nata da oltre 10 anni da un’idea del Prof. Neil Gershenfeld, direttore del Center For Bit and Atoms dell’MIT di Boston, che credeva nel bisogno di spazi in cui poter “fare quasi qualsiasi cosa”, che collaborano con altri a distanza.

Ad oggi i fab lab nel mondo sono oltre 560.

Queste le 4 condizioni per potersi definire fab lab:

1. l’accesso al laboratorio deve essere pubblico, almeno in una parte della settimana
2. il laboratorio deve sottoscrivere e mostrare la Fab Charter (il manifesto dei fab lab che ne definisce i principi).

3. Il laboratorio deve avere un insieme di strumenti e processi condivisi con tutta la rete dei FabLab
4. Il laboratorio deve essere attivo e partecipe della rete globale dei FabLab

Cosa ci posso fare?

Persone senza competenze tecnologiche, hobbisti, studenti, smanettoni e tecnofili, ingegneri e creativi, artigiani e grandi aziende usano i fab lab per imparare, condividere, collaborare, produrre e prototipare – quasi – qualsiasi cosa.

Dal pezzo di ricambio fatto con la stampante 3D ai gadget per un evento, dal mobile allo stampo per fondere un componente in silicone, dal drone che monitora l’assetto geologico di una montagna alla protesi bionica.

E’ possibile frequentare corsi e workshop, tenuti ciclicamente, magari per imparare a programmare una scheda elettronica da zero, per realizzare un orto idroponico casalingo.
Si viene per usare le attrezzature autonomamente o per collaborare a progetti più ambiziosi insieme ad altri. Si viene qui per FARE, per accedere alla tecnologia, per farsi aiutare a risolvere problemi o per testare la prossima idea geniale che ti potrebbe cambiare la vita.

E’ una comunità oltre che un’officina di sogni tangibili, un luogo dove coltivare competenze e da cui lanciare le aziende del futuro, dove l’innovazione parte dal basso.

Da dove vengono i Fab Lab

Nel 2001 il prof. Neil Gershenfeld dell’MIT, direttore del Center For Bits and Atoms (CBA), inizia uno studio sull’applicazione delle tecniche computazionali applicabili ai sistemi fisici e crea un laboratorio per la fabbricazione digitale, il primo Fab Lab. Da una prima fase in cui il CBA supporta l’apertura di laboratori simili in altre parti del mondo, si arriva presto al replicarsi del modello da parte di appassionati, ricercatori, educatori e hobbisti che collaborano con le comunità locali, i centri di ricerca e le aziende.

Da 50 laboratori nel 2011, si arriva ad oltre 500 in 63 paesi nel 2015. Il modello si declina in varie direzioni a seconda che il laboratorio sia concepito più a vocazione educativa-comunitaria piuttosto che orientato allo sviluppo del software o che si differenzi dall’essere pubblico, privato, informale o una miscela tra queste cose: nascono quindi makerspace, hackerspace, Techshop ecc.

Requisiti

Per essere definito Fab Lab, connettersi alla rete ufficiale globale, utilizzare il logo della rete, lo

spazio deve possedere alcuni requisiti:

  • deve essere accessibile da parte del pubblico in maniera gratuita almeno per una parte della sua attività . Possono tuttavia essere applicate tariffe per l’utilizzo delle attrezzature e l’acceso a servizi particolari.
  • sottoscrivere la Fab Charter, riportandola appesa nello spazio e sul proprio sito web.
  • disporre di un set base di strumenti
  • collaborare con altri fab lab e partecipare alle iniziative della reteEsiste inoltre un rating internazionale da AAAA a CCCC (da migliore a peggiore), utilizzato per identificare lo standard qualitativo del fab lab (fonte http://wiki.fablab.is/wiki/Fab_Lab_conformity_rating)

 

Attrezzature

Le tipologie di attività  che si svolgono in un fab lab hanno a che fare con l’educazione, la formazione, l’uso delle attrezzature in autonomia o supportati da altri, la progettazione ed il lavoro di gruppo. Il concetto di base è che se in ogni fab lab nel mondo troviamo sostanzialmente le stesse tipologie di macchine attrezzature diventa facile riprodurre i progetti e accelerarne lo sviluppo condiviso.

Cosa ci troviamo? Digitalizzazione e stampa 3D, attrezzature per taglio e incisione dei più svariati materiali, elettronica, sviluppo software, IOT, physical computing, cucito digitale e tanto altro.

Una lista ufficiale delle attrezzature la trovate qui:  https://www.fablabs.io/machines

La lista delle attrezzature del nostro fab lab è inceve qui: http://makers.modena.it/le-macchine/

attrezzature

Per ulteriori approfondimenti ed un racconto più completo vi rimandiamo al bell’articolo di Massimo Menichinelli pubblicato sul sito della Fondazione Make in Italy:  http://www.makeinitaly.foundation/che-cosa-e-un-fablab/

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